Ciao sono Maurizio e desideravo parteciparvi la mia iniziativa che ho concretizzato non tanto in un restauro da purista, che condivido, ma in un vero e proprio restyling.
L’idea nasce dalla necessità personale di rivisitare in chiave moderna un restauro che non alteri assolutamente le linee ne il contenuto desiderato dal designer, cercando di ottenere e con umiltà dimostrare che non tutti i restyling effettuati da non professionisti risultino dei tuning.
Auspicando l’apprezzamento almeno per il lavoro ed il tempo dedicato desideravo raccontarvi alcune fasi e mostrarvi il risultato finale.
Tutto è iniziato asportando le modanature esterne, i paraurti e tutti gli altri componenti cromati (mi sono sempre apparsi pesanti, per la fulvia che desideravo, anche quando uscì sul mercato).
A cose fatte, ci siamo accorti come, stilisticamente parlando, alcune zone risultavano "scoperte" (supporto telaio motore, balestre e scarico a vista) a quel punto, anche supportati da varie ricerche stilistiche, ci siamo ritrovati ad allungare le linee carrozzeria per coprirle ed a chiudere i passaruota. A quel punto ci siamo accorti che l'interno risultava "fermo". Per la serie "l'appetito vien mangiando" ci siamo concentrati sul da farsi.
Per prima cosa abbiamo eliminato dalla plancia, leve levette orologi accendisigari reparto fusibili, dal vano motore tutto ciò che riguardava ventilazione e annessi e connessi vari. La panca posteriore modificata in panca portaoggetti/borse, mentre per i sedili si optava per la sostituzione con due Recaro di derivazione Delta.
Sempre per la serie "di cui sopra" siamo intervenuti sulle dimensioni dei montanti, parabrezza, centrali e lunotto posteriore che sono stati rivestiti in alcantara, la pavimentazione ricoperta, mentre la sellatura in pelle ha riguardato plancia, pannelli porta e panca.
Ciliegina sulla torta abbiamo montato cerchi da 15" con coperture 185/55, il tutto, successivamente omologato.
Il motore non è stato modificato se non smontato e messo a punto da un bravo meccanico, lo scarico realizzato artigianalmente in acciaio inox.
Probabilmente ho dimenticato qualche passaggio ma, i punti chiave sono stati riportati, mi ha fatto piacere farvi l'elenco delle operazioni, mi è servito per ricordare quanto sia stato bello seguire le lavorazioni effettuate al "Lancino" e quanto sia stato strano il giorno che mi ha visto ritirarlo, era finita la fase di eccitazione creativa. Di bello ne è seguito che quotidianamente quando vado nel box la vedo e a distanza di tempo la trovo sempre bellissima (perdonatemi l'innamoramento).
Spero di non avervi annoiato e riporto qualche immagine dei lavori.
Ringrazio l’Italian Cars Club per avermi permesso la condivisione del mio lavoro con tutti gli appassionati di belle auto a prescindere dall’anno di fabbricazione.
Da parte nostra caro Maurizio vogliamo ringraziarti per averci dimostrato che la passione ha varie sfaccettature e la tua visione potrebbe anche essere da stimolo nel settore dell’auto che molto spesso, con i nuovi modelli, pensa più all’aspetto commerciale e a dare un prodotto per la semplice mobilità.
Il piacere di guida lo si aveva anche con una piccola utilitaria e si cercava di conservarla il più possibile perchè l’estetica era accattivante. Oggi sempre meno si vedono persone che acquistano un’auto avendo la ferma convinzione di possederla per molto tempo.
E’ nostra convinzione che lo stile retrò non vuol dire vecchio ne tantomeno mancanza di idee, ben vegano le novità ma con il senso del bello che passa difficilmente di moda, soggetto solo agli adeguanenti necessari per la sicurezza.
Sembra che gli innamoramenti come il tuo siano finiti con le nuove auto, ovviamente non ci riferiamo alle super car.
Grazie Maurizio
L'Italian Cars Club